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Autorizzazione scarico acque di prima pioggia


E' appena il caso di sottolineare che le acque di prima pioggia possono di dilavamento” come scarico di acque reflue industriali, senza autorizzazione). Acque meteoriche di dilavamento/prima pioggia e scarichi sottoposte ad idoneo trattamento previa autorizzazione rilasciata dalla Provincia. Gli scarichi di acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia provenienti a) autorizzazioni per l'installazione e l'esercizio di distributori di. 3) relazione tecnica descrittiva delle superfici scolanti oggetto di autorizzazione, degli edifici ed installazioni di cui esse costituiscono pertinenze, ed in particolare:​. /06 prevede che le regioni disciplinano i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne.

Nome: autorizzazione scarico acque di prima pioggia
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Limiti e indirizzi tecnici per lo scarico sul suolo o strati superficiali del sottosuolo di acque reflue urbane, domestiche ed assimilabili alle domestiche 1. Tenuto conto dei casi previsti dall'articolo , comma 1, del decreto legislativo n. Resta comunque vietato lo scarico al suolo delle sostanze di cui al paragrafo 2. Esclusivamente ai fini dell'applicazione della presente legge, sono considerati corpi idrici superficiali: a tutti gli elementi del reticolo idrografico rappresentati sulla cartografia IGM o nella carta tecnica regionale, alla scala di maggior dettaglio disponibile in loco, collegati ad un reticolo di flusso idrico che adduca, senza soluzione di continuita', ad un corpo idrico chiaramente identificato sulla cartografia IGM o nella carta tecnica regionale CTR consultabile presso gli enti locali o sul sito internet della Regione Abruzzo; b altri elementi del reticolo idrografico non rappresentati nella cartografia IGM o CTR, che siano collegati in modo permanente senza soluzione di continuita' a quelli rappresentati nella stessa.

Ai fini dell'autorizzazione di nuovi scarichi sono considerati corpi idrici superficiali solo quelli di cui alla lettera a del comma 3-bis.

Gli elementi di recapito svolgono di solito anche la funzione depuratrice, secondo diverse soluzioni tecnologiche. Nei casi più semplici, quando non si prevede presenza di inquinanti, è sufficiente una vasca di accumulo, dotata di sfioratore e di elettropompa per il successivo svuotamento. Se si prevede il trascinamento di sabbie e materiali oleosi è necessario installare vasche a più camere, dotate di sistema di decantazione e camera di raccolta dei materiali oleosi; questi ultimi, se presenti in notevole quantità, possono essere rimossi in modo automatico.

Un problema particolare è posto dalle acque di prima pioggia provenienti da aree ad intensa frequentazione di pubblico, come piazzali di centri commerciali, fast food, stazioni di servizio autostradali e simili. In questi casi le acque di prima pioggia trascinano un rilevante quantitativo di solidi grossolani, come cartacce, pacchetti di sigarette, lattine vuote, sacchetti e altri rifiuti della più varia natura, che possono mettere in crisi i tradizionali sistemi di grigliatura.

In caso sia prevista la presenza di idrocarburi o sostanze oleose, sulla tubazione di uscita viene installato un disoleatore, generalmente del tipo a coalescenza. Un particolare problema di trattamento è posto dalle strade molto trafficate e dalle aree di parcheggio, dove le acque di prima pioggia contengono inquinanti nocivi come idrocarburi policiclici aromatici IPA provenienti dagli scarichi delle auto, metalli pesanti provenienti dalla corrosione delle auto e dal materiale di attrito dei freni , residui di sfregamento dei pneumatici.

Tutti questi inquinanti possono essere efficacemente degradati mediante speciali canalette filtranti, contenenti un materiale assorbente a base di matrici organiche che favoriscono la crescita di microorganismi biodegradatori e zeoliti, che trattengono i metalli pesanti mediante scambio ionico.

La normativa in materia In Italia la normativa che riguarda il disinquinamento delle acque reflue è incentrata sul D. Sul territorio italiano, una regione che per motivi geologici e ragioni storiche è più di altre estremamente sensibile ed attenta al corretto utilizzo, conservazione e valorizzazione delle risorse idriche, è la Puglia.

Nome Hai ancora caratteri disponibili. Gli scarichi idrici sono disciplinati dal D. Per scarico si intende una qualsiasi immissione tramite un sistema stabile di collettamento che, senza soluzione di continuità, ed indipendentemente dalla natura inquinante, collega il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore un corpo idrico superficiale, il suolo, il sottosuolo o la rete fognaria , anche sottoposto a preventivo trattamento di depurazione.

In Piemonte gli scarichi idrici sono disciplinati anche dalla L. In particolare, come normato dall' art.

La distanza deve intendersi misurata tra il punto di allacciamento alla pubblica fognatura ed il perimetro dell'edificio. In particolare sono di competenza comunale esclusivamente gli scarichi provenienti da: insediamenti adibiti ad abitazione; insediamenti adibiti allo svolgimento di attività alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, culturale, scolastica e commerciale.