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Nassirya non dimenticare scaricare


  1. Nassiriya, il ricordo di chi c'era: "Impossibile dimenticare"
  2. In memory of Nassiriya project 2020
  3. Cronaca, tutte le ultime notizie in tempo reale

Nassirya - Per non dimenticare è una miniserie televisiva in 2 puntate prodotta dalla Taodue Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Nassirya, ricordare per non dimenticare. E' stato detto che solo il ricordo non cancella la memoria, parole importanti che calzano a pennello. Compra Nassirya - Per non dimenticare. SPEDIZIONE Sinossi. Un gruppo di carabinieri viene mandato a Nassiriya per svolgere un'azione di peace keeping. Locandina Nassiryia - per non dimenticare. Un gruppo di Carabinieri viene mandato a Nassirya, in Irak, per svolgere una missione di pace. Dopo un duro lavoro. La strage di Nassiriya: per non dimenticare! Scarica in Scarica in PDF image_print Stampa. Esattamente dodici anni fa, dodici colleghi.

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Il ricordo più frequente è quello di un paio di pantaloni blu notte con la sottile banda rossa che corre lungo la gamba: una tuta da carabiniere, lacera e impolverata, tra i detriti di Base Maestrale. Nassiriya un anno dopo, o poco meno, non importa. Oggi Base Maestrale non c'è più.

I militari dell'Italian Joint Task Force Iraq la stanno demolendo: con essa se ne va il simbolo, ma non il significato. Centinaia di soldati italiani l'hanno vista, passandoci davanti in un anno e mezzo di missione Antica Babilonia e a tutti provoca sempre gli stessi sentimenti: rabbia e dolore, orgoglio e voglia di andare avanti, consapevoli di quanto si sta facendo per aiutare questa martoriata area del mondo.

Entrare a Base Maestrale, Animal House, come veniva chiamata, non poteva non dare i brividi: anzi, la sensazione che si provava subito era addirittura quella di non entrarci, e non certo per la paura che qualche pezzo dell'edificio già allora pericolante ti cadesse addosso. Avvicinandosi si passava accanto al cratere lasciato dall'esplosione dell'auto carica di esplosivo, poi si iniziava a calpestare i calcinacci, a inerpicarsi sui pezzi di calcestruzzo, si dovevano scavalcare contorti pezzi di maglia elettrosaldata e blocchi di cemento: si entrava in quello che era un edificio vivo e pulsante, prima Camera di commercio di Nassiriya e poi sede dell'Msu e che infine era divenuto forse il più grande monumento al sacrificio italiano nelle missioni umanitarie.

Guardandoci attorno con aria smarrita e rispettosa, quel che avevamo subito notato fin dalla prima volta che ci eravamo entrati era stato quel paio di pantaloni da carabiniere impolverati, seminascosti dai detriti: dietro quel semplice oggetto c'era una storia, una vita, forse la morte.

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Il dirigente superiore, Marcello Cardona, prima di qualsiasi altro impegno istituzionale, ha dedicato la propria attenzione ed il proprio pensiero ai colleghi deceduti. Solo in seguito il Questore ha incontrato i dirigenti degli uffici della Questura e della Polizia di Stato di Catania e della provincia etnea, prima di vedere anche il Prefetto e il Sindaco.

Pensare di concedere un riconoscimento a un assassino è anche peggio che candidarsi a riceverlo. Fervicredo: Presenza ingombrante. Thursday, October 01, Milano, Onorare le Vittime non solo con i risarcimenti. Friday, July 03, Fervicredo convocata al Ministero della Giustizia solo poche ore prima di un incontro senza neppure sapere dove e per fare cosa.

Morirono sereni, incuranti del dolore, soddisfatti e orgogliosi di se stessi, con l'ultimo pensiero dedicato alla futura nazione che avevano contribuito a creare Qualche anno dopo, un'Italia finalmente riunita e rappacificata si dava un governo democratico ed una Costituzione degna di quel nome. Nelle sua pagine brillavano principi assoluti, supremi e intoccabili, che facevano palpitare i cuori nel solo enunciarli Ed è esattamente in questa Italia che oggi viviamo Ancora una volta la stessa retorica.

PIAZZA VITTIME ATTENTATO DI NASSIRYA Il sistema dispone dell'opzione Public Regulated Service, criptata e progettata per l'altissima risoluzione 10 cm ad uso e consumo delle solite autorità militari, ovvero polizia e forze armate dei vari governi che secondo certi disegni più o meno occulti sono destinati a convergere nel super governo mondiale unico munito di occhio che tutto vede, come una copia empia del divino occhio di RA Aveva ucciso un poliziotto in occasione del suo arresto avvenuto il 25 settembre del ed in seguito alla sentenza di un tribunale militare è stato condannato senza appello alla pena di morte In una prima fase gli alloggi ed i negozi delle zone centrali Sorpresina in agrodolce per le forze dell'ordine milanesi che ieri hanno avuto a che fare con una piccola "rivoluzione cinese" nella centralissima via Paolo Sarpi di Milano Cittadino e tecnologia.

I veri sequestrati siamo noi. Sebbene la paura del terrorismo sia un'arma altrettanto, se non più, utilizzata, lo spauracchio del pedofilo riesce a sconfiggere qualsiasi obiezione L'accusa di pedofilia, in buona sostanza, è diventato il viatico ideale per far digerire provvedimenti altrimenti inaccettabili anche ai più accaniti difensori dei diritti civili.

Per esempio, se invece del maestro della scuola di paese sono i Caschi Blu dell'Onu, stranamente non si ode alzare un lamento a riguardo. Ed è davvero incredibile, se si pensa a quante volte i peacekeeper abbiano abusato di bambini indifesi.

L'aliquota investigativa del contingente italiano sta ora cercando di capire la natura dell'esplosione: in particolare, se si sia trattato di un colpo di mortaio o di una bomba confezionata artigianalmente. Si è trattato di un'esplosione improvvisa avvenuta al passaggio di una pattuglia italiana mista composta da Lagunari appartenenti alla Task Force "Serenissima" e polizia irachena.

L'ordigno non ha causato feriti né danni ai mezzi. Il personale non è intervenuto con le armi. Sono in corso degli accertamenti di rito intesi ad individuare la natura dell'ordigno, l'origine dell'esplosione e gli eventuali responsabili. Corrado Dalzini, comandante del Contingente italiano in Iraq, ha presenziato quest'oggi alla distribuzione di aiuti umanitari effettuata dal CIMIC, Cooperazione civile militare, a favore degli abitanti di Al Husseinat, villaggio situato ad est di Nasiriyah.

Ottima e stata l'accoglienza da parte degli abitanti di Al Husseinat, il cui sceicco, assieme agli anziani del villaggio, ha accolto calorosamente il Brig. Dalzini ed i suoi uomini, rivolgendo loro parole di stima ed apprezzamento per le importanti azioni umanitarie condotte nella provincia di Dhi Qar. Lo sceicco si e rammaricato per quanto accaduto il giorno precedente, quando un convoglio del CIMIC e stato attaccato in un'altra zona della provincia, ed ha stigmatizzato questo genere di violenze, affermando che i pochi abitanti di Al Husseinat che condividevano il pensiero di Muqtada al Sadr si sono dissociati da tale linea.

Un atteggiamento, questo, assai apprezzato dal Brig. Dalzini, che ha a sua volta ribadito l'importanza del buon rapporto tra il Contingente italiano e la popolazione locale. La distribuzione di aiuti umanitari ha visto la consegna agli abitanti del villaggio di 50 kit per la potabilizzazione dell'acqua, di capi di abbigliamento e, tramite la Croce Rossa Italiana, confezioni di prodotti per l'igiene personale. Assai apprezzate dai bambini sono state le magliette con la scritta "Italia", giunte dal CONI attraverso il Ministero per gli affari esteri, e che sono state subito esibite dai più piccini con evidente orgoglio.

Tre iracheni sorpresi da un pattuglia di lagunari, sono fuggiti su un'auto dalla quale hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i soldati italiani i quali non hanno risposto al fuoco. I tre miliziani hanno abbandonato un kalashnikov e le munizioni fuggendo poi in auto dalla quale hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i lagunari. I tre miliziani vistosi individuati hanno abbandonato un fucile automatico AK-47 con relativo munizionamento, allontanandosi precipitosamente su una auto bianca da cui, nell'intento di coprirsi la fuga, hanno esploso alcuni colpi contro la pattuglia dei Lagunari.

Nel corso del loro intervento i militari italiani non hanno risposto al fuoco a causa dell' incerta provenienza del tiro ostile.

Subito dopo la pattuglia della Italian Joint Task Force ha portato a termine un rastrellamento dell'area recuperando l'arma abbandonata ed il relativo munizionamento. Non ci sono stati danni a personale e a mezzi.

L'attività si e' conclusa alle ore 02. Subito è scattata l'emergenza sanitaria e l'uomo è stato indirizzato all'ospedale della città, dove ai due piccoli è stato inoculato il siero antivipera, evitando cosi conseguenze che sarebbero potute essere letali.

Grazie all'attività del Cimic Group Civil military cooperation, appena il giorno prima l'ospedale della città capoluogo della provincia di Dhi Qar era stato rifornito di un quantitativo di siero antivipera ed antiscorpione sufficiente a coprire il fabbisogno medio di un anno e mezzo, assieme a 90 colli di materiale analgesico, antibiotico ed antinfiammatorio a cura della Croce Rossa Italiana.

Provvidenziale e tempestivo è stato quindi l'intervento dei militari del Contingente italiano a Nasiriyah, considerando che a Nasiriyah i sieri antivipera ed antiscorpione sono tanto richiesti quanto di difficile reperibilità.

Nassiriya, il ricordo di chi c'era: "Impossibile dimenticare"

Il Primo Caporal Maggiore Vanzan era stato sottoposto ad intervento chirurgico ma le ferite riportate ne hanno causato il decesso alle 4,35 ora irachena 2,35 ora italiana. Con il Primo Caporal Maggiore sono rimasti coinvolti nella deflagrazione anche altri due Lagunari, che hanno riportato ferite che non destano preoccupazione. I due sono già stati rimpatriati.

Matteo Vanzan era nato a Dolo 23 anni fa e viveva a Camponogara in provincia di Venezia. I Messaggi di Cordoglio giunti al sito.

In memory of Nassiriya project 2020

Le missioni effettuate dal Reparto soddisfano le esigenze operative e logistiche del Contingente Italiano in Iraq anche quando le condizioni meteo - ambientali tempeste di sabbia e tormente non sono favorevoli.

Multinational Specialized Unit - Unità Multinazionale Specializzata in organico alla Italian Joint Task Force, hanno effettuato una irruzione all'interno di un'abitazione sita nel centro di An Nasiriyah.

A seguito dell'azione sono state sequestrate armi, munizioni e documenti.

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Si è trattato di una operazione investigativa finalizzata all'individuazione dei responsabili dei recenti atti terroristici condotti contro la sede della CPA Coalition Provisional Authority e contro personale del contingente italiano nella provincia di Dhi Qar. Diverse le armi ed il munizionamento sequestrato: 2 fucili AK 47 Kalashnikov 3 bombe a mano di cui una a frammentazione 2 candelotti di esplosivo 200 munizioni di vario calibro 1 spoletta per bomba a mano 1 artifizio esplodente del tipo "Flare surface trip" 32 micce per esplosivo.

Tutto il materiale è stato consegnato ai genieri italiani appartenenti ai nuclei E. La documentazione rinvenuta è, tuttora, al vaglio degli specialisti dei Carabinieri in loco.

L'operazione di questa mattina è il risultato dell'incisiva azione condotta dai militari del contingente italiano intesa a dare un volto agli aggressori che, negli ultimi giorni, stanno tentando di rendere instabile la città di An Nasiriyah e la provincia.

Sono state infatti recapitate al Centro Sportivo per portatori di handicap di Suq Ash Shuyukh 14 sedie a rotelle, aiuti di vario genere e farmaci. La cittadina conta circa 50. Situata a 30 km sud-est da An Nasiriyah, la struttura si propone di prestare supporto e cure ai numerosi disabili ospitati senza tuttavia disporre di tutti i mezzi ed attrezzature necessari.

Dell'individuazione del centro e della quantificazione del sostegno si è occupata la cellula CIMIC Cooperazione Civile e Militare del nostro contingente.

Cronaca, tutte le ultime notizie in tempo reale

Il CIMIC opera in tutta la provincia di Dhi Gar e l'attività che svolge è mirata a favorire e cure ai numerosi disabili ospitati senza tuttavia disporre di tutti i mezzi ed attrezzature necessari. Il CIMIC opera in tutta la provincia di Dhi Gar e l'attività che svolge è mirata a favorire e disciplinare la distribuzione degli aiuti umanitari offerti dalle varie associazioni, siano esse governative e non, in funzione delle richieste, dei progetti di sviluppo e delle effettive necessità della popolazione.

Per la realizzazione dei numerosi progetti, ne sono stati ultimati più di 200 mentre altri 60 sono in itinere, c'è un enorme lavoro di contatti, verifiche di fattibilità, capacità di discernimento della differente tipologia di emergenza oltre ad un continuo interfacciarsi con la complessa realtà del posto tutt'altro che facile.

Questo è l'impegnativo lavoro che i nostri militari stanno portando avanti affinché possa a poco a poco svilupparsi un adeguato tessuto sociale in un'area, come quella sotto la responsabilità italiana, in cui i servizi sociali sono quasi inesistenti.

La visita di ieri è la concretizzazione di un altro importante progetto di aiuto: le sedie a rotelle insieme a generi alimentari e farmaci sono stati consegnati appunto al centro di Suq Ash Shuyukh. Le prime in particolare consentiranno un più facile trasporto dei giovani paraplegici presso gli ambulatori per le visite, consentendo loro una certa loro autonomia di mobilità all'interno della struttura. Dopo il taglio del nastro, a simboleggiare la restituzione del centro sanitario ai circa 15.

Nel corso della visita il Vice Comandante ha incontrato le autorità locali intervenute alla cerimonia sottolineando la soddisfazione del contingente nel restituire una struttura funzionale, in grado di fornire assistenza sanitaria all'intera zona.

Medicinali e altro materiale indispensabile al suo funzionamento saranno al più presto approvvigionati. Il personale militare si occupa infatti di reperire i fondi, di curare il progetto e verificare che i lavori siano svolti a regola d'arte e nei tempi previsti.

In particolare questo progetto ha avuto inizio il 31 dicembre 2003 e terminato ieri ed è costato circa 32. La cerimonia di inaugurazione è stata inoltre l'occasione per distribuire confezioni di farmaci donati dalla Dott. L'impegno è rilevante anche in considerazione che ogni attività necessita di un accurata preparazione ed adeguata cornice di sicurezza nella considerazione del difficile contesto in cui il contingente italiano si trova ad operare.

L'ultima iniziativa in ordine di tempo è stata la consegna di 25 sedie a rotelle, 6 computer e diversi quintali di vestiario alla "Iraqi Women Association". La consegna è avvenuta alla presenza del Comandante, Generale Chiarini, che segue con interesse questo tipo di attività. La Presidentessa dell'Associazione, signora Widad Kareem Abdul Rahman, è persona della massima fiducia e lei stessa ha tenuto a precisare la cura maniacale con cui il materiale ricevuto viene registrato e del resoconto di come e a chi viene poi distribuito.

Una dimostrazione di serietà e precisione apprezzata dal Generale Chiarini ma anche dall'Onorevole Emma Bonino che aveva avuto modo di conoscere la signora Widad Kareem durante la sua visita a Nasiriyah. A tali iniziative si aggiungeranno ben presto un corso di inglese ed uno di informatica per le associate.

Insomma, un segnale deciso della voglia di normalità con uno sguardo speranzoso al futuro. Vengono caricati sul vagone ferroviario che alle 09:30 partirà in direzione Bassora per addentrarsi nel cuore dell'area desertica dove sorgono due villaggi: Gabbeeshayah e Laqeet, rispettivamente 80 e 110 km da Nasiriyah in direzione sud-ovest. Questi come altri villaggi sono difficilmente raggiungibili per dislocazione e per la rete viaria di difficile percorribilità.

Queste considerazioni e l'urgenza di far arrivare al più resto i generi ai due capivillaggio hanno spinto il personale dell'Italian Joint Task Force a scegliere la via ferrata per portare aiuti umanitari ed assistenza medica in una zona mai toccata precedentemente da cicli umanitari. Insieme al personale della Brigata "Ariete" anche una componente rumena e quattro infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana capitanate dalla loro responsabile in teatro, Sorella Laura Tonetti.