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  1. Nerone incendiò davvero Roma?
  2. Documentari e inchieste online
  3. Passato e Presente – Nerone, imperatore di Roma – video – RaiPlay
  4. LA “DIVULGAZIONE” DELLA STORIA IN TV - ppt scaricare

SCARICARE STORIA NERONE RAI - Durante una festa Nerone uccide accidentalmente Poppea, incinta di un bambino. Nerone vorebbe. SCARICARE STORIA NERONE RAI - Per prima cosa si sbarazza di Messalina, la dissoluta moglie di Claudio, poi seduce lo zio convincendolo a sposarla. STORIA NERONE RAI SCARICARE - Alla morte di Caligola, Claudio, zio di Agrippina, diventa imperatore e richiama dall'esilio la nipote. Se hai installato. STORIA NERONE RAI SCARICARE - Atte, ritornata a vivere in quelle stesse zone, assiste alla morte dell'amato che, in punto di morte, afferma di amarla ancora. STORIA NERONE RAI SCARICARE - Nerone vorebbe trasferirsi in Grecia con Atte ma sua madre avvelena il marito. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.

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O invece rimandano a un fatto realmente accaduto? Ovvero a quel solco che Romolo avrebbe tracciato intorno al Palatino per definire il perimetro dell'abitato più antico di Roma? È probabile che il fondatore di Roma avesse scelto quella data per ingraziarsi la divinità del luogo dove svolgere la cerimonia iniziale: fondare era, infatti, principalmente un rito. Oggi, finalmente, l'archeologia riscopre le tracce di quella fondazione e rivela quanto quella cerimonia non sia stata solo un mito ma l'alba della civiltà come oggi possiamo ancora intenderla.

Mai la Repubblica ha visto alcunché di simile, neanche con Silla. Di quattordici ne restano intatte soltanto quattro. È una delle più grandi catastrofi nella storia della città di Roma, con migliaia di vittime e cumuli di rovine.

Nessuno poteva dire con certezza di chi fosse la colpa di quel disastro, ma i traumi collettivi hanno comunque bisogno di cause certe e di colpevoli da punire.

Dove hanno preso decisioni importanti? Dove hanno cercato riposo e piacere? Da dove sono partiti per le loro conquiste? La casa di un uomo rivela di lui tanto quanto il suo volto. Gli edifici antichi sono espressioni solidificate di vite sociali tramontate, conservate per frammenti e arrivate fino a noi. I gladiatori Guerrieri espertissimi, armi insolite, armature esotiche mai viste sui campi di battaglia. Il fascino dei gladiatori viene dalla loro ambiguità. Cosa incatena la nostra fantasia alle arcate del Colosseo e fa dei suoi falsi guerrieri un simbolo che travalica i secoli?

Dove sono altrimenti le radici della sua superiorità? Forse nel numero degli effettivi disponibili o nei vantaggi offerti dal progresso di una superiore tecnologia. Non è la tecnologia, seppure certamente efficiente, funzionale, adattabile. Storia del ghetto 3. Lo decide papa Paolo IV Carafa nel e la segregazione sopravvive per 3 secoli, a dispetto degli stravolgimenti della storia, a dispetto della popolazione che continua a crescere fino ad accogliere tutti gli ebrei dello Stato Pontificio, deportati a Roma.

Non si poteva uscire dal ghetto di notte, non si potevano svolgere lavori comuni. I banchi di prestito ebraici si chiudono alla fine del Seicento, la vendita degli stracci è una delle poche attività ufficialmente consentite.

Delle tante sinagoghe di Roma ne rimane una sola, che accorpa le cinque più importanti in un unico edificio, le Cinque Scole. La pace non dura cento anni. Soltanto in 16 tornano da Auschwitz.

Nessun bambino è tra loro. Come san Paolo, quando viene arrestato. È la prima sanatoria della storia. Non aveva tenuto in conto, non poteva saperlo, cosa sarebbe accaduto dopo. Fu lui il primo a dare inizio a quella sorta di cantiere permanente, quel succedersi alternante di lunghe fasi di stallo e improvvise ripartenze che ci ha regalato alla fine San Pietro come oggi la conosciamo. La sua superba e abbagliante mole porta i segni di Bramante, Raffaello, Michelangelo.

I lavori si arrestano, riprendono. Finalmente si concludono. Inizia il secolo Il secolo appena trascorso si è chiuso nel caos e l'inizio del nuovo si annuncia drammatico.

La pistola di Gaetano Bresci spezza la vita di Umberto I, colpevole di aver decorato con la gran croce quel Bava Beccaris che aveva sparato sulla folla di Milano. Potrebbe essere l'inizio di una catastrofe politica e sociale, invece è l'avvio di un nuovo corso di politica liberale. Intanto in Europa impazza la bèlle epoque. A Parigi si inaugura l'Esposizione universale, i trecento metri di ferro della Torre Eiffel sfidano il cielo, l'edificio a lungo più alto al mondo è il monumento al trionfo del progresso, della ragione e della libertà.

Sotto scorre il traffico di una metropoli i cui destini di sviluppo sembrano inarrestabili.

Solo qualche avanguardia ascolta la profezia della prossima apocalisse della modernità, partorita dalla mente offuscata di Nietzsche, e invoca una guerra per rigenerare la società corrotta e senza ideali. Intanto in Italia il nuovo bussa alle porte tra contrasti insanabili. Al decollo industriale, all'avanzata politica e sindacale del proletariato, al rinnovamento culturale fanno da contraltare manifestazioni di dissenso e rigurgiti di violenza: i primi scioperi generali, la nascita del socialismo rivoluzionario e del nazionalismo imperialista, l'emigrazione di massa, la guerra libica.

Poi, fatalmente, lo schianto. Nel un conflitto terribile, una 'grande guerra', una 'guerra mondiale'. Che fare? Intervenire o restare neutrali? Cinque modi di andare in guerra Si gioca sul filo delle settimane il destino dell'Europa, nell'estasi unanime delle folle che accompagna i soldati verso una guerra sentita come giusta e dovuta.

L'Italia no, si divide e si lacera per mesi sul da farsi. Tengono banco gli interventisti; il fronte del no, anche se più numeroso, è sulla difensiva, ha perso la parola, è ridotto al silenzio. Ma chi vuole il conflitto? E perché?

Di quali bisogni si fa interprete? Cosa cerca Renato Serra, raffinato intellettuale, tra i primi a partire e a morire, che non crede nella guerra come soluzione politica ma non vuole rinunciarvi come esperienza umana? Cosa ha a che vedere con lui il futurista Filippo Tommaso Marinetti che canta la bellezza maschia e vitale della 'guerra-festa', della sfida alla morte e del 'glorioso massacro'?

O l'appassionato Cesare Battisti, geografo trentino, deputato socialista, idealmente per la pace, ma irredentista convinto, fino a pendere da una forca austriaca? Il delitto Matteotti È un pomeriggio caldo quello del 10 giugno Giacomo Matteotti esce di casa e non vi ritorna più. Non è di un deputato qualsiasi il corpo massacrato che verrà trovato due mesi dopo in un bosco vicino Roma.

Nerone incendiò davvero Roma?

Solo dieci giorni prima della sua sparizione Matteotti ha tenuto un discorso infuocato alla Camera, contro il fascismo e l'irregolarità delle elezioni. È il leader di uno dei maggiori partiti di opposizione, forse il leader dell'intera opposizione.

Non è difficile collegare i due avvenimenti, il discorso e la morte, né scoprire che gli autori del delitto, che non si sono preoccupati di cancellare le tracce, sono uomini dello stretto entourage del Duce. Ce n'è abbastanza per far scoppiare il più clamoroso scandalo politico della storia d'Italia. E ce ne sarebbe abbastanza per le dimissioni immediate del governo. Tutto sembra far credere a una crisi. Ma non è questo che accade.

L'opposizione parlamentare sceglie la strada della protesta morale, il governo resiste, la maggioranza non accenna a spaccarsi, il regime si consolida. Mussolini, il trionfatore delle elezioni del '24 contro le quali aveva tuonato Matteotti, forza la sorte e instaura la 'dittatura a viso aperto'. Quel delitto che sarebbe potuto essere l'ultima occasione di arrestare il regime, ne diviene invece il punto di svolta, lo snodo decisivo. Ma quel corpo abbandonato e quel rifiuto morale si caricano di un significato simbolico.

L'atto di morte del deputato Matteotti è l'atto di nascita dell'antifascismo come scelta politica ed etica.

In relazione: SCARICA TOMB RAIDER

L'8 settembre Alle Una conclusione ambigua - donde, se non da parte tedesca, possono arrivare gli 'eventuali attacchi'? Prive di ordini precisi, tranne poche eccezioni, le forze armate si dissolvono, i più si tolgono l'uniforme, fuggono. Le donne li aiutano dando loro abiti borghesi.

Bastano pochi giorni ai tedeschi che hanno occupato tutta l'Italia a nord di Salerno per catturare un numero impressionante di ufficiali e soldati in Italia e nei Balcani e avviarli ai campi di concentramento.

La pubblica amministrazione si disgrega e pare sfasciarsi lo Stato stesso. Con il Re e Badoglio fuggiti a Brindisi, ognuno si trova nell'inedita situazione di dover decidere da sé a quale autorità fare capo. Si tratta soprattutto di una scelta morale. Dopo venti anni di regime, è il momento della verità: due Italie si trovano faccia a faccia.

La crisi profonda mette in luce le virtù che uniscono il popolo e le fratture che lo dividono. Una parte vede negli eventi il tragico inabissarsi della Patria, l'altra vi legge un'occasione di riscatto e redenzione, della quale rendersi degni.

Documentari e inchieste online

Da questa spinta nasce la Resistenza militare e civile. Il miracolo economico Il 'miracolo economico' bussa alle porte di un'Italietta rurale e alla buona. Dalla fine degli anni Cinquanta l'Italia inizia una corsa vorticosa che cambierà composizione sociale, sistema economico, equilibri politici. È appena entrato in vigore il Mercato comune europeo di cui fanno parte anche Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda e Repubblica Federale Tedesca, un ottimo volano per gli scambi internazionali e per la nostra economia.

Cresce sempre più il numero di 'tute blu' e di 'colletti bianchi' mentre si assottigliano i ceti rurali. Dal meridione e dalle zone depresse comincia un esodo di tanta gente verso il Nord produttivo: tra il e il sono più di 9 milioni gli italiani che si spostano verso le fabbriche e le aree metropolitane del paese.

L'Italia gode una prima ventata di benessere. La popolazione si rimescola. Iniziano a cambiare lo stile di vita, il costume, i bisogni e anche i desideri. Le speranze sono tante. Ma non tutto va per il meglio. Il divario fra Nord e Sud aumenta. Le campagne si spopolano perché non offrono proventi adeguati.

Passato e Presente – Nerone, imperatore di Roma – video – RaiPlay

Lo sviluppo non è omogeneo e ci vorrebbero più investimenti nel settore pubblico. Ma intanto le case cominciano a riempirsi di nuovi oggetti, le strade di automobili e di traffico. Si è votato nel maggio e, scomparso il rischio di una sbandata di estrema destra con il governo Tambroni, si profila l'avvento di una maggioranza di centro-sinistra.

Sulle scale della Facoltà di Architettura di Roma, sgomberata il giorno prima per ordine del Rettore, ad attendere le migliaia di studenti c'è la Celere della Polizia di Stato. È una battaglia epica, alla fine della quale si contano quasi feriti tra i manifestanti e più di tra le forze dell'ordine. La notizia occupa le prime pagine dei giornali: è esploso il Sessantotto italiano.

Passa un mese da quel 1 marzo e scene simili si ripetono a Berlino, di fronte alla sede dell'editore Springer, in reazione all'attentato contro il leader studentesco Rudi Dutschke una settimana dopo l'assassinio di Martin Luther King.

Passa un altro mese e a Parigi il cuore del Quartiere Latino, di fronte alla Sorbona, brucia di altri scontri. Arriva agosto: sono i giorni dell'invasione della Cecoslovacchia e dell'inutile resistenza ai carri armati russi.

A ottobre è la Piazza delle tre culture di Città del Messico a coprirsi di morti, l'esercito ha sparato senza pietà, le vittime sono tutti studenti. Dieci giorni dopo, sempre a Città del Messico, i pugni chiusi nel guanto nero di due atleti di colore sul podio delle Olimpiadi gridano sulla scena del mondo la lotta delle Pantere nere.

Il Sessantotto è questo: la prima, esplosiva manifestazione della globalizzazione, la prima, inedita dimensione mondiale della protesta giovanile. La contestazione di quei giorni è 'globale' non solo per l'estensione geografica, ma anche per l'ampiezza dei rapporti di potere che mette in discussione. Cosa rimane, oggi, di quei valori e di quella generazione? Quanto del nostro buono o cattivo presente ne porta i segni?

È stato 'tradito', quel movimento, o 'ha vinto'? Il paese rimane inorridito, stupefatto. Senza credere ai propri occhi, in silenzio, gli italiani nelle proprie case vedono scorrere le immagini dell'agguato: i colpi delle armi automatiche dei brigatisti hanno ucciso i due carabinieri e i tre poliziotti della scorta.

LA “DIVULGAZIONE” DELLA STORIA IN TV - ppt scaricare

Del presidente della Democrazia cristiana non c'è traccia. È l'inizio di 55 interminabili giorni, scanditi dalle lettere di Moro dalla prigionia e dai comunicati delle Br. Il 9 maggio, di nuovo in un silenzio irreale, le telecamere riprendono all'interno di una Renault 4 il corpo piegato su se stesso del leader democristiano in via Caetani, in pieno centro di Roma.

La guerra delle Br è al cuore dello Stato, e lo Stato resta impotente a guardare. Messalina Maria Gabriella Barbuti:. Cambia canale Apri player.

Per prima cosa si sbarazza di Messalina, la dissoluta moglie di Claudio, poi seduce lo zio convincendolo a sposarla. Il tuo browser non è ottimizzato per il nuovi portali di RAI Cultura. Benvenuto in RaiPlay Radio. Il giovane cresce quindi in mezzo a contadini e servitori e si affeziona particolarmente alla figlia del suo tutore, Atte.

Regia di Federica Barozzi. News Sport Tv Radio Corporate.